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Differenze e analogie tra la pubblicità su Facebook e quella sui motori di ricerca

La pubblicità su Facebook sta man mano crescendo sempre più in popolarità e va ad incalzare quella fatta sui motori di ricerca. La pubblicità sui motori di ricerca è fondamentalmente diversa da quella sui social network perché si inserisce in un contesto informativo in cui l’utente è alla ricerca di un prodotto o un servizio, nella maggior parte dei casi in cui viene utilizzata, e quindi possiede, in genere, un maggior tasso di conversione.

La pubblicità sui social network, tra cui quella su Facebook è la più popolare, d’altra parte, può essere considerata più simile alla classica pubblicità degli spot TV. L’utente non è alla ricerca di un prodotto o un servizio in quel momento (molto probabilmente) ma siamo noi a suggerirgliene alcuni, sia a scopi di vendita, sia a scopi di ‘brand awareness’. Ciò può funzionare più o meno, come afferma arrotatura marmo Roma prezzi “Tutto dipende dal settore che viene trattato e dalla tipologia di target prefissato”.Il grande vantaggio per il pubblicitario è che tramite Facebook è possibile raggiungere un grande numero di persone, allo stesso modo della TV, solo che a costi molto più contenuti e con la possibilità di suddividere e scegliere il pubblico a seconda di dove si trova (paese, città), dell’età, degli interessi e molto altro.

Quanto costa la pubblicità su Facebook e come funziona il calcolo dei costi?

Sappiamo che la pubblicità sui motori di ricerca si basa di solito sul pay per click, ovvero si paga per ogni click che si riceve e manda l’utente su una pagina web di nostro interesse. Oltre a questo è importante notare che il calcolo del costo di ogni click viene determinato da un’asta, che viene indetta ad ogni ricerca dell’utente sul motore di ricerca. Più inserzionisti ci saranno a competere per una stessa parola chiave, più il costo del click aumenterà. Oltre alla ‘puntata’ occorre prendere in considerazione anche un altro parametro denominato ‘quality score’ ovvero punteggio di qualità. Questo parametro serve a far si che gli annunci rimangano, la maggior parte delle volte, realmente rilevanti per la ricerca dell’utente e quindi mantengano elevato lo standard di funzionamento del motore di ricerca.

Conseguentemente più è elevato il quality score di un annuncio e maggiore sarà la probabilità di trovarlo in alto nella ricerca o, allo stesso tempo, di pagare un costo per click più basso per la propria inserzione. La pubblicità su Facebook non funziona in modo molto diverso, anche se in quel caso non esistono parole chiave, ma si va a competere su ogni singolo utente del social network al quale vogliamo mostrare il nostro annuncio. Ovviamente non è possibile scegliere precisamente a chi, a quale persona, mostrare il nostro annuncio e neanche quanti altri inserzionisti stanno in quel momento cercando di sponsorizzare il proprio annuncio verso quell’utente. Almeno fino a questo momento.

Ma anche se noi non abbiamo queste informazioni, l’algoritmo che calcola i costi delle inserzioni su Facebook, che possono essere pagate per CPC (costo per click) oppure per CPM (costo per mille utenti raggiunti), le possiede e le utilizza per calcolare i risultati delle aste. Quindi nel momento in cui creiamo una inserzione su Facebook e scegliamo un pubblico target, in quel momento andiamo a competere per un posizionamento del nostro annuncio su Facebook, sulla base di un’asta. Molto importante, il risultato dell’asta e il costo che andremo a pagare saranno anche determinati da un punteggio di qualità assegnato al nostro annuncio, esattamente come per la pubblicità sui motori di ricerca. Se il nostro annuncio genererà molte interazioni da parte degli utenti, risulterà per loro interessante e quindi sarà premiato con un alto punteggio di qualità. Viceversa annunci poco interessanti, con poche interazioni o con feedback negativi, riceveranno un basso punteggio di qualità e quindi saranno mostrati meno e per un costo maggiore.

Per concludere è possibile affermare che la pubblicità su Facebook e quella sui motori di ricerca sono il presente e il futuro del Web Marketing e che il calcolo del suo costo per gli inserzionisti è del tutto simile e pensato per offrire un’esperienza migliore agli utenti.

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Smartphone e stili di vita

Chiamarlo telefonino ormai è riduttivo. Questo piccolo oggetto elettronico multifunzionale ha rivoluzionato nel giro di pochi anni le nostre abitudini, tanto da divenire per la maggior parte degli italiani quasi indispensabile.

Oltre a fare da agenda, fotocamera, videocamera, a connettersi in rete, scaricare la posta, lavorare ovunque, permette perfino di giocare anche a giochi complessi come Angry Birds, Candy Crush Saga o Pou. Il cellulare inoltre, fornisce informazioni di ogni genere (traffico, meteo, sanitarie, news) e permette anche di effettuare micropagamenti.

Ad esempio a Siena si possono acquistare i biglietti per i mezzi pubblici e Trenitalia consente ormai da anni l’acquisto dei biglietti via cellulare e ha messo a disposizione un servizio per i viaggiatori nel caso di ritardi o disfunzioni. Discorso simile si può fare con l’installazione di impianti elettrici Savona, visto che anche questo tipo di servizio può essere direttamente collegato al settore mobile.

Con le famose “App” è possibile estendere l’esperienza di utilizzo dello smartphone ampliando sempre di più l’utilizzo di questo oggetto. Si contano infatti svariate migliaia di applicazioni per tablet e smartphone, tanto che gli app store delle maggiori piattaforme, Android ed Apple, sono annoverati tra i siti più visitati in assoluto

Cos’è in sostanza uno smartphone?

Uno smartphone o in italiano “telefonino intelligente”, “cellulare intelligente”, “telefonino multimediale” ed è un dispositivo mobile che abbina funzionalità di telefono cellulare a quelle di gestione di dati personali grazie alla presenza di particolari applicazioni ad hoc.

Quindi uno smartphone è un cellulare che, per le innumerevoli funzioni disponibili, risulta essere molto simile ad un computer. Ha un suo sistema operativo, può navigare in internet ad alta velocità, connettersi al pc e sincronizzare posta elettronica e altre informazioni (come ad esempio la rubrica telefonica) o usare un browser per connettersi alla rete.

Ha la memoria espandibile per contenere molti file (musicali e non), la fotocamera evoluta per fare foto di alta qualità ed è dotato di connessioni wi-fi, traffico dati e bluetooth.

Uno smartphone è utile per il lavoro, perché permette di leggere file Word senza bisogno del pc; ma anche per il tempo libero, perché consente di avere sempre a disposizione la propria casella di posta elettronica. La modalità Push consente di visionare le proprie e-mail e riceverle automaticamente nella “Posta in arrivo”. Infine si ha la possibilità di fruire di innumerevoli giochi scaricandoli gratuitamente, come per esempio il già citato gioco per Android Pou.

In genere gli smartphone hanno un display grande (4-5″) che si può spegnere semplicemente appoggiandolo all’orecchio (il sistema intuisce che si sta effettuando una chiamata e spegne il display).

La presenza di browser specifici per l’utilizzo mobile è uno degli aspetti distintivi di questi dispositivi: vedere le pagine web con le caratteristiche originali su uno schermo di queste dimensioni è davvero soddisfacente.

Inoltre la navigazione è agevolata dalla semplicità di utilizzo delle funzionalità touchscreen: per muoversi all’interno di una pagina basta semplicemente spostarsi con il dito e la pagina si muove di conseguenza, per aprire un link è sufficiente toccarlo una sola volta. In fondo alla pagina vi sono le classiche frecce per la navigazione, con le quali si può andare avanti o indietro nel browser.